Formazione nelle mPMI: lo stato dell’arte e le sfide per i Fondi interprofessionali
Lo scorso 19 febbraio al Politecnico di Milano sono stati presentati i risultati della ricerca Lo stato dell’arte della formazione nelle mPMI: analisi e proposte condotta dall’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI e di cui Foncoop è partner.
La ricerca, condotta su un campione di 1100 micro, piccole e medie imprese – delle quali 100 operanti in forma cooperativa – ha posto particolare attenzione ai temi dell’upskilling e del reskilling dei lavoratori nell’ambito della twin transition (digitale ed ecologica), alla formazione delle figure apicali, all’attrattività delle imprese per le nuove generazioni e alle dinamiche intergenerazionali in azienda.
Dai risultati emerge un livello di strutturazione della formazione ancora limitato: solo il 30% delle imprese dispone di un piano formativo; il tempo rappresenta la principale barriera alla formazione non obbligatoria e la valutazione delle competenze resta spesso marginale nei processi decisionali.
L’intelligenza artificiale, pur pervasiva nel dibattito pubblico, non si traduce ancora in una priorità formativa per la maggior parte delle mPMI: prevale un approccio attendista, legato alla percezione di un impatto non immediato e alla difficoltà di liberare tempo e risorse.
Anche il dialogo intergenerazionale si configura come una dimensione cruciale ma non priva di criticità: il trasferimento di conoscenze tra generazioni risulta problematico per una quota significativa di imprese, soprattutto nel passaggio di competenze dai senior ai più giovani.
Al convegno è intervenuta Emilia Presutti, Responsabile Area Studi e Politiche Formative di Foncoop, che ha illustrato le ragioni della partecipazione del Fondo all’iniziativa. «La ricerca», ha spiegato, «consente di disporre di dati qualificati che ci aiutano a orientare in modo mirato gli strumenti di finanziamento e le politiche formative. Questo lavoro si inserisce in un percorso strutturato di ascolto e confronto con imprese ed enti di formazione, che il Fondo ha avviato da tempo per leggere in modo sistematico i fabbisogni reali e costruire percorsi formativi concretamente praticabili».
Nel commentare i dati della ricerca, Presutti ha evidenziato come i Fondi interprofessionali sono chiamati non solo a sostenere economicamente la formazione, ma anche ad anticipare i fabbisogni e a contribuire alla costruzione di infrastrutture culturali dell’apprendimento capaci di ampliare e qualificare l’accesso alla formazione delle MPMI. «Di fronte a una domanda formativa spesso caratterizzata dall’urgenza e poco orientata alla programmazione», ha sottolineato, «è necessario creare spazi di sensibilizzazione e coprogettazione con imprese ed enti di formazione, affinché temi strategici diventino percorsi formativi concretamente praticabili».
«Il nostro Fondo non eroga soltanto finanziamenti – ha concluso – ma agisce perché si sviluppi una domanda formativa consapevole e strutturata da parte delle mPMI. AI e intergenerazionalità per Foncoop non sono ambiti di intervento episodici, ma temi di lungo periodo che richiedono capacità progettuale e un’intenzionalità d’impatto, affinché la formazione possa essere realmente trasformativa all’interno delle imprese. Senza una cultura della formazione continua e un’analisi sistematica dei fabbisogni il rischio è che questi temi restino marginali nelle strategie aziendali, alimentando quella “emergenza silenziosa” ben evidenziata dall’analisi dell’Osservatorio».