Dalla formazione all’apprendimento nelle MPMI italiane

Strategie e pratiche formative: evidenze e prospettive.

Le trasformazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale, il ricambio generazionale e l’evoluzione del lavoro stanno ridefinendo il rapporto tra competenze, organizzazione e competitività delle imprese.

È in questo scenario che Foncoop ha promosso la ricerca “Strategie e pratiche formative delle MPMI italiane: esiste una specificità cooperativa?”, realizzata dall’Osservatorio Digitale e Competitività nelle PMI del Politecnico di Milano a partire dai risultati della ricerca nazionale “Lo stato dell’arte della formazione nelle MPMI in Italia”.

Scarica la ricerca

Dalla formazione all’apprendimento

La ricerca mette in evidenza un passaggio decisivo: la formazione produce un effetto duraturo quando ciò che le persone apprendono diventa conoscenza condivisa, entra nei processi di lavoro e resta patrimonio dell’organizzazione.

È questa la prospettiva da cui vengono osservate le MPMI: non soltanto quanto formano, ma come riescono a programmare la formazione, leggere i fabbisogni e collegare lo sviluppo delle competenze all’innovazione e alle strategie aziendali.

Cosa emerge dalla ricerca

È stato preso in esame un campione rappresentativo di 1.100 MPMI italiane, con un approfondimento comparativo su 135 imprese cooperative.

Una formazione diffusa, ma ancora poco pianificata

Nelle micro e piccole imprese, cooperative e non cooperative, la formazione è presente ma risponde prevalentemente a esigenze contingenti: In oltre quattro MPMI su dieci la formazione resta circoscritta a quella obbligatoria, senza diventare ancora un processo continuativo. Il principale ostacolo è la mancanza di tempo durante l’orario di lavoro; seguono, a distanza, risorse economiche e limiti organizzativi, soprattutto nelle realtà più piccole.

Con la crescita della dimensione aziendale aumenta invece la capacità di programmare e governare gli interventi formativi.

La specificità cooperativa diventa più visibile con la crescita dell’impresa

Le MPMI cooperative presentano alcuni tratti riconoscibili: una governance della formazione meno accentrata, un maggiore ricorso a reti e strutture di supporto e una maggiore attenzione alla gestione delle persone, alle competenze relazionali e all’identità cooperativa.

Queste differenze diventano più evidenti nelle imprese di media dimensione, dove la maggiore articolazione organizzativa consente di strutturare maggiormente i processi formativi e fa emergere con più chiarezza alcuni elementi propri del modello cooperativo.

Intelligenza artificiale e passaggio generazionale: due banchi di prova

L’intelligenza artificiale e il trasferimento delle conoscenze tra generazioni permettono di osservare quanto le imprese riescano a trasformare il cambiamento in apprendimento.

Nelle realtà più piccole la formazione sull’IA resta ancora marginale; nelle medie imprese diventa più frequente e, nelle cooperative, tende a coinvolgere più diffusamente l’organizzazione.

Sul fronte intergenerazionale, nelle cooperative il quadro è più articolato: alla condivisione informale si affiancano più spesso percorsi strutturati di affiancamento tra lavoratori di generazioni diverse. Resta però debole, in tutte le MPMI, la capacità di conservare e rendere trasferibile la conoscenza nel tempo. Nelle cooperative emerge inoltre una specificità nei contenuti trasmessi: accanto al know-how tecnico assumono un peso particolare la storia, la cultura e i valori dell’impresa. 

Cooperative vs non cooperative: i numeri chiave

  • 68% vs 35% – medie imprese con un piano formativo regolarmente aggiornato.
  • 34% vs 19% – medie imprese che hanno già attivato formazione strutturata sull’IA.
  • 50% vs 40% – medie imprese che utilizzano i Fondi interprofessionali per finanziare la formazione.
  • 23% vs 14% – MPMI che considerano la valutazione delle competenze parte della strategia aziendale.

La presentazione del 22 settembre

Questi risultati sono stati presentati il 22 settembre 2026 da Francesca Parisi, ricercatrice dell’Osservatorio Digitale e Competitività nelle PMI del Politecnico di Milano.

A seguire, il panel “La formazione nelle MPMI cooperative: prospettive per il futuro” ha riunito Fabiola Di Loreto, Direttore Generale Confcooperative, Gianluigi Granero, Direttore Legacoop, Silvia Rimondi, Direttore Generale AGCI, e Claudio Rorato, Direttore dell’Osservatorio Digitale e Competitività nelle PMI del Politecnico di Milano, con la moderazione del Direttore generale Foncoop Gianfranco De Simone.

A breve sarà disponibile la registrazione dell’evento.